oltre il silenzio dello sguardo di un Gatto Siberiano

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Il Gatto parla!!

Secondo un’antica leggenda indiana “negli occhi degli animali privi di parola c’è una saggezza che solo i veri saggi sanno capire”.

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Per far fare ad un cane quello che vuoi, glielo ordini; per far fare ad un Gatto quello che vuoi glielo suggerisci.

Sette sono i comportamenti istintivi comuni a tutti i felini sono:

  1. la fuga
  2. l’inseguimento
  3. la caccia
  4. la territorialità
  5. l’aggressione
  6. la socievolezza
  7. la vocalizzazione

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Conoscerli vi aiuterà a capire il vostro Gatto e a migliorare la vostra intesa.

 1. La fuga

Tale comportamento  -la fuga- ,  spinge il Gatto a rifugiarsi in un cantuccio minuscolo ma sa sempre come uscirne, è utile ad esempio quando viene attaccato da un cane randagio o da altri predatori.

Lasciatelo stare!!!

Il Gatto ha una visione laterale molto sviluppata e un acuto olfatto e se gli si avvicina una persona sconosciuta o un odore ignoto, istintivamente fugge via.

E’ dotato di un udito acuto, e di conseguenza un frastuono insolito o strano fa scattare l’istinto della fuga.

Capace di spiccare improvvisi salti sorprendentemente alti e dotato della capacità di comprimere il proprio corpo riuscendo così ad infilarsi in  spazi ridottissimi.

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  2. l’inseguimento

Essendo il Gatto un cacciatore d’eccellenza per natura, l’acutezza dei suoi sensi lo induce a catturare tutti gli animali che si muovono in fretta e gli attraversano la strada.

Potendo ritrarre le unghie anteriori, è bravissimo ad afferrare e “giocare” con le piccole prede: uccellini, lucertole, scarafaggi, ratti, topi, farfalle, cimici,…

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3. la caccia e l’agguato

Strettamente collegato all’inseguimento, è l’istinto della caccia.

L’istinto dell’inseguimento e quello della caccia, sono le ragioni principali per le quali il Gatto ha cominciato la sua lunga convivenza con l’uomo.

Oggi l’uomo trasforma questi due istinti in gioco gettando al proprio amico Gatto  una pallina, un oggetto peloso o piumato, insegnandogli a riportarglielo.

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4. la territorialità

L’abitudine di segnalare il territorio per definire il loro “territorio” è diffusa prevalentemente tra i maschi non castrati; a volte lo fanno anche i maschi castrati e le femmine sterilizzate e non.

Questo istinto si chiama MARCARE il territorio e lo fanno spruzzando un getto di urina contro una superficie verticale senza accucciarsi (capita che urini anche sul letto!!)

Inoltre, l’istinto di marcare il territorio lo esprimono attraverso la graffiatura con gli artigli in luoghi diversi da quelli designati, e addirittura anche  attraverso l’aggressione dell’intruso.

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 5. L’aggressione

L’aggressività è un modo di difendersi e proteggersi da una minaccia; non succede spesso che il Gatto si mostri aggressivo verso l’uomo, generalmente evita il pericolo adottando l’istinto della fuga; questo tipo di comportamento si chiama aggressività reindirizzata.

Alcuni Gatti dominanti diventano aggressivi, colpendo chi li accarezza anche quando danno l’impressione di avere sollecitato le coccole.

Molti problemi comportamentali , se non li si previene sul nascere, possono essere superati con un pò di “buon senso”.

Se il padrone intuisce perchè un Gatto si comporta in un certo modo, di solito riesce a modificare il comportamento del suo amico mettendoci una buona dose delle tre P

P azienza

P erseveranza

P ersuasione con un linguaggio grottesco  – NO!-

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 6. La socievolezza

I Gatti non sono gregari con i loro simili, ma quello domestico per varie, è di solito socievole con le persone con cui abita e con gli altri animali ed alcuni di loro lo sono più di altri.

Il Gatto non ha bisogno della compagnia dell’uomo come il cane, di solito non soffre di ansia da separazione e non si abbandona a comportamenti inadeguati anche se rimane solo per lunghi periodi.

Tuttavia ama la compagnia dell’uomo e addirittura alcune razze spesso lo esigono!!!

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 7. la vocalizzazione

I Gatti comunicano regolarmente tra loro e con l’uomo attraverso il linguaggio del copro ma ricorrono anche ai suoni; infatti la vocalizzazione copre un’ampia gamma di possibilità che va dal soffiare alle “le fusa”.

Il padrone (anche se il Gatto NON HA UN PADRONE… AL MASSIMO UN GRANDE AMORE) che ha imparato a riconoscere i diversi toni e intenzioni delle vocalizzazioni del suo amico Gatto, può ben dire di aver fatto un passo avanti nella conoscenza del suo linguaggio.

Non ti fermare!!!

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La comunicazione VOCALE

Il nostro amico Gatto PARLA… ma non tutti sono ingrado di capire i suoi mille vocalizzi.

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Alcune razze feline (non il siberiano) sono molto loquaci e vi voglio ricordare i più chiacchieroni: Siamesi, Orientali e Burmesi.

I Gatti orientali, in particolare i siamesi, hanno di solito voci roche e robuste, mentre altri soprattutto quelli dal pelo lungo, possono avere voci sommesse quasi impercettibili.

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Le vocalizzazioni del tuo amico Gatto, si possono dividere fondalmentalmente in:

1. – suoni a basso volume con schemi diversi di intensità
come ad esempio ‘le fusa’

2. – suoni ad alto volume con schemi diversi di intensità
come sono generalmente i miagolii di richieste varie..
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LE ‘FUSA’

…. io le chiamo ‘ron ron’

Le fusa vengono emesse dal nostro amico Gatto in totale assenza di qualsiasi intenzione ostile: il nostro bel micione assume un atteggiamento rilassato tenendo i suoi bei occhietti socchiusi… quasi ammiccando… e spesso fa ‘i panini’ o se volete ‘la pasta’ !!!

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Alcuni esperti ritengono che le ‘fusa’ siano dovute a vibrazioni delle false corde vocali, due pieghe delle membrane laringea situate superiormente rispetto alle vere corde vocali.

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Altri invece sostengono che sono il risultato del movimento sanguigno della vena cava che rimanda il sangue nel cuore dopo aver completato l’irrorazione del corpo; questa vena, situata tra il fegato e il diaframma, sarebbe all’origine delle vibrazioni nel torace e nella trachea.

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In sostanza questo vocalizzo accompagnato da rapide contrazioni dei muscoli della laringe e del diaframma che si manifesta solo in presenza di altri Gatti o di una persona, lo possiamo paragonare al nostro sorriso… infatti, possiede lo stesso significato etologico.

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Cosa intendo dire:

si può sorridere perchè si è contenti, ma lo si fa anche in situazioni imbarazzanti o comunque di evidente disagio… per comunicare di essere ben disposti e che non si hanno intenzioni aggressive.

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Questo vale anche per il nostro Gatto

Il nostro Micio fa le ‘fusa’ quando è molto soddisfatto e rilassato, ma anche quando è ferito, malato o comunque sofferente ad esempio quando una Gatta è in travaglio di parto.

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Fare le ‘fusa’ è un vero e proprio mezzo di comunicazione: inizialmente un mezzo di relazione tra la madre e i suoi cuccioli e rimane attivo anche nel Gatto adulto!

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CURIOSITA’:

Nei Gatti adulti, ma anche nei grandi Felini come il leone e il ghepardo, è frequente l’uso delle le ‘fusa’ durante la lotta con la preda.

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Il loro significato ovviamente è solo ipotizzabile; potrebbe trattarsi di un retaggio di quanto appreso nelle prime fasi di gioco con la madre, così come di una manifestazione di soddisfazione e felicità dell’animale che ha raggiunto il suo scopo.

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Alcuni sostengono addirittura che l’effetto ipnotico del ronzio delle le ‘fusa’ possa in qualche modo aiutare il Gatto a calmare e uccidere la sua preda.

I suoni ad alto volume

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I suoni ad alto volume sono quei miagolii che normalmente fa il nostro Gatto per chiedere qualcosa…
Ad esempio:
– il pianto di smarrimento
– il lamento
– il richiamo di accoppiamento!!!
– il grido di collera… con sbuffi e ringhi
– la richiesta di cibo
– etc…

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Piano piano e con attenzione… imparerete anche voi a distinguere il significato dei diversi vocalizzi (richieste di cibo, un semplice saluto, per voglia di uscire, per dolore, per paura, urlo di rifiuto…)

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Il vostro amico gatto emette anche dei suoni che l’orecchio umano non può percepire, perchè fuori dalle lunghezze d’onda a noi accessibili.

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Ricordati che ringhiare e soffiare sono segni di aggressività e/o di difesa.

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I gatti soffiano quando sono spaventati, ma attaccano solo se è impossibile evitarlo.

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I miagolii possono variare dai brevi definiti “cinguettini” che mamma gatta emette in modo molto dolce per chiamare i suoi piccoli a quelli più lunghi di richiesta tipici del gatto che vuole mangiare!!

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I miagolii urlati vengono prodotti da entrambi i contendenti durante un combattimento, così come i miagolii durante il periodo degli amori. (Ogni volta… muoio dal ridere: Schilly… dice OI OI!!!, mentre Principe sembra proprio che dica mamma mao!!!!)

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Il verso di accoppiamento del maschio può essere molto intenso; altrettanto tipico è il richiamo bisillabico delle femmine in estro.

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Talvolta i gatti battono i denti in modo catatteristico, con una specie di fremito della mandibola, emettendo un “pigolio” sommesso.

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E’ un comportamento tipico dell’eccitazione di fronte alla prospettiva di catturare una preda (per entrambi i sessi) o di accoppiarsi (per i maschi).

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La comunicazione CORPOREA

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1. La postura della coda

La coda è una specie di bilanciere che viene usata fondamentalmente per l’equilibrio del Gatto soprattutto quando corre o salta.

Il nostro amico Gatto può mentirci con le sue espressioni facciali, ma i movimenti della sua coda rivelano le sue vere intenzioni, quindi possiamo definire con tutta tranquillità, la coda come strumento insostituibile di comunicazione.

Il nostro amico Gatto parla con la coda!!!

  • coda bassa con la punta “nervosamente agitata”: è a caccia 
  • coda bassa con la punta “nervosamente agitata” ed il corpo lievemente proteso in avanti e probabilmente occhi molto aperti: è il classico atteggiamento ad esempio di un cucciolo che è salito sul tavolo e sa che non doveva farlo… ed è pronto a scappare al primo segnale….
  • coda tenuta in fuori con un angolo di 40°: passeggia e/o trotterella tranquillo
  • coda tenuta in fuori ma bassa con un angolo di 40°: passeggia e/o trotterella  con andatura in aumento è un pò curioso
  • coda tenuta in alto ed entrambi le  orecchie drite e  rivolte in avanti: è  la sua attenzione è attirata da qualcosa di molto interessante per lui
  • coda tenuta in alto orecchie in posizione normale: è una specie di “ciao”, un suo modo di esprimere la sua disponibilità e l’affetto di ad esempio un cucciolo che si strofina sulla sua mamma
  • punta della coda mossa lentamente da un lato all’altro (orizzontalmente): il gatto è dubbioso su cosa deve fare
  • coda mossa velocemente sembra quasi una frusta: attenzione.. il Gatto è molto nervoso e stà per manifestare tutta la sua aggressività sul mal capitato…. (persone, oggetto, altro animale…)

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2. La postura delle orecchie

Bisogna imparare ad osservare anche la posizine delle orecchie per capire cosa ci stà comunicando il nostro amico Gatto.

  • Orecchie dritte ed orientate verso i lati della testa: stà semplicemente ascoltando, seguendo i vari suoni che attirano la sua attenzione… captando ogno singolo rumore spesso sono anche suoni impercettibili dalle nostre orecchie
  • orecchie basse: ha paura! Tanto più abbassa le orecchie… tanto più aumenta la sua paura… Infatti un Gattino terrorizzato e quindi pronto anche ad attaccare, tiene le orecchie rivolte all’indietro e completamente appiattite sul cranio 

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3. L’espressione degli occhi

Gli occhi del Gatto hanno le pupille estremamente reattive alla luce, infatti in condizioni di piena illuminazione possono ridursi a sottili fessure verticali, mentre si possono dilatarsi enormemente in situazioni di buio.

Se guardi fisso negli occhi un Gatto… loro lo considerano un atto di poca cortesia ed eduzione nei loro confronti, ma se li guardi sbattendo continuamente gli occhi (chiudili  e riaprili più volte!!), loro lo interprepatano con un modo di ammiccare affetuoso… significa “ti amo” e non è raro (se sei arrivato al loro cuore..) che rispondano ammiccando a loro volta!
Tieni conto che se lo fanno… provano fastidio (pizzica!!!) come se avessero la congiuntivite…

 

  • iride dilatata: atteggiamento difensivo di fronte ad una situazione di pericolo non grave
  • occhi rossi e luminosi: appaiono così… perchè i vasi sanguigni retinici possono essere visti attraverso le pupille dilatate e  sono di un Gatto spaventato o eccitato
  • occhi ben aperti ma non dilatati: il tuo Gatto è rilassato e tranquillamente attento (curioso)
  • occhi ben aperti e “puntati”: è a caccia con estrema attenzione alla “preda”
  • occhi semi chiusi: non si sente bene, probabile che abbia anche la febbre

36i gatti parlano4. Il pelo e le vibrissime

E’ noto che il pelo del Gatto di solleva in alcune circostanze, infatti quando è spaventato raddrizza il pelo uniformemente su tutto il copo, mentre quando assume un atteggiamento minaccioso rizza solo una striscia di pelo sulla schiena in corrispondenza della colonna vertebrale e della coda.

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Anche quei particolari peli… LE VIBRISSIME, sono coinvolte nelle diverse reazioni emotive: se il Gatto è spaventato le tira indietro, mentre se è incuriosito, le punta in avanti.

I Gattini spaventati all’arrivo di un intruso, manifestano la loro paura innarcando la schiena e rizzando il pelo.

ALCUNI ATTEGGIAMENTI AGGRESSIVI

1.  l’atteggiamento aggressivo

Il Gatto in atteggiamento aggressivo mira ad apparire più grosso di quel che è veramente per incutere timore e rispetto negli avversari.

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Lo si può caminare dai seguenti segnali:

– cammina ben ritto sulla punta delle zampe e a testa bassa

– coda portata bassa ma incurvata all’altezza dei garretti

– orecchie erette e ruotate all’infuriori

– pupille contratte

– vibrissime dirette in avanti

– artigli sguainati

– pelo tende a rizzarsi

2.  l’atteggiamento di tensione difensiva

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Il Gatto in questo caso preferirebbe evitare lo scontro, ma comunica che è pronto a difendersi assumento la seguente postura:

– posizione del corpo: accuciato

– coda portata a terra con la punta in movimento nervoso

– orecchie indietro e abbassate

– occhi allungati

– vibrissime all’indietro

– soffia a bocca aperta

– esibisce i denti

 3.  atteggiamento impaurito

Il Gatto con gli occhi sgranati si rannicchia ed è pronto ad arrendersi e a sottomettersi assumento una posizione acquattata.

40i gatti parlano 4.  atteggiamento spaventato

Un Gatto con atteggiamento spaventato, è il Gatto che ha il pelo eretto, soffia e addirittura emette saliva dalla bocca (sputa), la sua schiena è arcuata e la coda arruffata, … ma in verità esprime solo tanta paura.

Volendo fare un paragone… il Gatto in questa situazione emotiva, è come il cane che per paura estrema, arriva non solo ad attaccare ma a morde.

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Un indizio delle emozioni del Gatto spaventato, lo possiamo avere osservando l’avvanzamento delle zampe posteriori, mentre quelle anteriori arretranmo venendo quasi a riunirsi sotto il corpo con quelle sposteriori.

Ricordati che un Gatto in queste condizioni emotive, concretizza la sua aggressività soltanto se portato al limite… ossia, se la “distanza critica” viene invasa.

 

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